HVAC CALDO

Come operiamo?

In modo semplice e trasparente!

Il nostro Laboratorio Clima è fortemente specializzato nell’ analizzare il miglior funzionamento e, quindi, la sicurezza dei bruciatori e dei relativi fumi della caldaia; questo processo richiede un’attenta preparazione, in quanto consente di ridurre le emissioni e garantire la corretta efficienza energetica della caldaia.

Verificare con regolarità la composizione chimica dei fumi della caldaia, permette di stilare informazioni necessarie per la verifica dello stato della caldaia stessa.

Queste analisi possono essere condotte da analizzatori portatili di combustione, i quali provvedono a verificare il tasso contenuto di O2, SO2, NOx, CO ed il relativo calcolo dei parametri essenziali di anidride carbonica, efficienza ed eccesso d’aria. 

LE PROCEDURE DI ANALISI DEI FUMI DI COMBUSTIONE

La percentuale di componenti chimici nei fumi è misurata dall’analizzatore di gas di combustione; la temperatura dei gas, invece, è verificata da apposite termocoppie posizionate all’interno del flusso di gas. Similarmente, la temperatura dell’aria che viene aspirata dalla caldaia, viene misurata da un’altra sonda di temperatura.

In questo settore, è molto importante, inoltre, verificare la pressione: in particolar modo, si testa la differenza (tiraggio) di pressione tra l’interno e l’esterno del camino in esame.

Prelevando un volume specifico di gas dal camino possiamo verificare il nerofumo.

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Solo dopo aver registrato tutti questi dati, il nostro laboratorio procede alla loro verifica, seguendo i parametri fondamentali di: perdite del camino, rendimento dell’aria, eccesso d’aria.

L’analizzatore di combustione garantisce la corretta verifica di Ossigeno (O2), Monossido di Azoto (NO), Monossido di Carbonio (CO), temperatura dei fumi e temperatura dell’aria comburente.

Oltre a calcolare i dati relativi a questi parametri, l’analizzatore segue le norme vigenti, ed è infatti grazie a precisi sensori che calcola il tasso di Anidride Carbonica (CO2), Ossidi di Azoto (NOx), Indice d’aria (λ), Perdite per calore sensibile (Qs), Rendimento (η), CO non diluito, consentendo inoltre la visualizzazione dei parametri con diverse unità di misura (ppm, mg/Nm3, mg/kWh…).

I VALORI E LA SICUREZZA

I valori fondamentale da valutare per mantenere il regime di sicurezza necessario nei locali caldaia, sono quelli relativi a: monossido di carbonio (CO), tiraggio, fumosità (nerofumo). 

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MONOSSIDO DI CARBONIO (CO): è necessario tenerlo monitorato per l’ottimizzazione della combustione e perché questo gas è molto tossico. Risulta, quindi, fondamentale verificarne i parametri prima di entrare in locali caldaia o prima di una manutenzione di impianti. Infatti, i valori non corretti di CO indicano una combustione incompleta. Ecco perché tenerlo monitorato è fondamentale e la sua percentuale di presenza nei fumi di scarico deve essere pressoché bassissima, cioè meno del 0.1% (1000ppm).

I valori troppo alti di CO sono riconducibili a due cause:

  • La combustione analizzata non è completa
  • La presenza d’aria è troppo elevata, causando, quindi, una cattiva miscelazione tra aria e combustione.

TIRAGGIO: è il secondo valore fondamentale nel controllo di caldaie. Esso è misurato al camino e non deve mai scendere sotto i 3 Pa. Infatti, questo è il dato necessario per garantire la giusta evacuazione di fumi e per impedire, quindi, tossiche diffusioni di CO nell’ambiente.

La verifica del tiraggio è previsto dalla norma UNI 10389: è obbligatoria per le caldaie a camera aperta situate in ambienti abitati, solitamente penalizzate dal poco ricircolo d’aria. 

FUMOSITA’ (nerofumo): la verifica di questo dato è realizzata su combustibili liquidi e/o solidi, come: gasolio, olio combustibile, olio denso, carbone, legna. La rilevazione di nerofumo è indice di cattiva combustione.

L’eccessiva presenza di fumo nelle caldaie determina un dannoso e rapido deterioramento dell’ambiente, causando poco scambio termico tra acqua e fumi terminando in un negativo calo della prestazione di combustione. Infatti, 1mm di fuliggine causa un aumento del 4% di consumo

energetico. Mentre, un eccessivo quantitativo di fumo nero negli impianti a combustibile, può causare incendi ed esplosioni.

FUMI CALDAIA E ANALISI DI COMBUSTIONE: LE NORME E LE LEGGI

Il controllo e la verifica a norma di legge di fumi, caldaie ed analisi combustione su impianti termici (sia industriali che civili), è stato stabilito nel Febbraio del 1990.  

A partire da questa data, stabilita in accordo con tutte le Nazioni Unite per salvaguardare il cambiamento climatico, ha prodotto, in Italia, un susseguirsi di leggi e normative che hanno notevolmente regolarizzato tutto il processo, che vede tutti gli impianti termici coinvolti su tre principali aspetti:

periodicità di controllo dell’impianto termico: stabilita in base alla regione e alla potenza termica nominale maggiore di 10 Kw. (allegato A al D.P.R. 37/2014)

• limiti di accettabilità dei gas (stabiliti in base alla data di installazione e funzionalità dell’impianto in questione): essi dipendono dal periodo di installazione e dal tipo di caldaia, dalla sua potenza e dal fluido vettore. (allegato B al vigente D.P.R. 37/2013).

• responsabilità e sanzioni

INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI

Prima di indicare i parametri di ottimale funzionamento degli impianti termici, è bene ricordare alcuni aspetti fondamentali, che riguardano le analisi degli ambienti termici:

  • I parametri ottimali indicati sopra non sono indicativi di per tutti gli impianti, bruciatori o caldaie: sono, infatti, differenti per ognuno di essi, risultando impossibili da categorizzare in tabelle indicanti valori standard di ottimo funzionamento.
  • Gli indici di funzionamento rilevati dall’analizzatore di combustione NON saranno MAI riconducibili ai valori rilevati durante l’installazione, a causa del continuo ed inevitabile deterioramento dell’impianto termico.
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I risultati elaborati dall’analizzatore possono essere ritenuti validi e, quindi, indici di un’ottimale combustione, solo se rispettano i seguenti parametri nei fumi analizzati:

  • OSSIGENO (O2): la sua percentuale di presenza nei fumi deve essere il più bassa possibile, compatibilmente con la presenza di Monossido di Carbonio (CO);
  • ANIDRIDE CARBONICA (CO2): la sua percentuale deve essere il più vicina possibile, ma sempre inferiore, al valore del combustibile utilizzato (per esempio, Gasolio (? alternativa a metano) = 12%)
  • MONOSSIDO DI CARBONIO (CO): il tasso di presenza nei fumi analizzati deve essere il più basso possibile, per questioni di sicurezza e di inquinamento ambientale.

Gli esperti Eurolab consigliano di rispettare sempre i limiti dedicati ai combustibili (NOx e CO) imposti dalla legge, così da ottimizzare al meglio la combustione e raggiungere il rendimento più efficiente.

Per noi vige sempre UNA regola principale: i valori di Ossigeno, Anidride Carbonica, Monossido di Carbonio rilevati dall’analizzatore nei fumi devono essere strettamente vicini ai valori previsti dalla combustione teorica.

Tuttavia, ecco alcune linee-guida fondamentali da tenere in considerazione durante questa analisi:

  1. VALORE OSSIGENO ALTO: significa che il tasso di eccesso d’aria è troppo elevato e deve essere migliorato. Obiettivo: ridurlo rispettando i limiti del CO.
  2. VALORE TEMPERATURA FUMI ALTA: significa che è necessario controllare attentamente lo stato degli scambiatori di calore. Obiettivo: eseguire attenta pulizia da calcare e fuliggine.
  3. VALORE TEMPERATURA ARIA COMBUSTIBILE BASSA: significa che il tasso di velocità dei fumi analizzata è eccessiva ai limiti previsti. Obiettivo: controllare la ventola di estrazione dei fumi e verificarne la velocità.
  4. VALORE MONOSSIDO DI CARBONIO ALTO: significa che la combustione analizzata non è completa. Obiettivo: analizzare i valori di tiraggio, velocità della ventola, estrazione dei fumi, verificare l’eccesso dell’aria.
  5. VALORE OSSIDO DI AZOTO ALTO: significa che gli ugelli del bruciatore presentano difetti. Obiettivo: verificare il loro stato e/o pulizia.

L’ANALISI IN PRATICA

L’azione di analisi dei fumi del camino si traduce in un’azione prevista sul bruciatore ottimamente calibrato in ogni aspetto. Si procede, poi, intervenendo sulla quantità di aria che accede al bruciatore.

La Normativa UNI 10389 è dedicato ai Generatori di Calore e alle Misurazioni in opera del loro rendimento e prevede che “… tali strumenti devono essere gestiti, verificati e tarati periodicamente, in conformità alle istruzioni che devono essere fornite dal costruttore, in modo da garantire la riferibilità della misura ai campioni nazionali del Sistema Nazionale di Taratura (SNT).

 

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In assenza di tali istruzioni, lo strumento deve essere verificato e tarato almeno una volta ogni 12 mesi.”

Noi di Eurolab siamo in grado di tarare la strumentazione usata dai termotecnici per i seguenti parametri:

• Concentrazione di Gas

• Fughe di Gas

• Temperatura

• Pressione Relativa e Differenziale

• Umidità

• Velocità Aria e Portata


Su strumentazione multimarca come:

● Analizzatori di Gas di Combustione
● Deprimometri
● Prova tenuta impianti
● Cercafughe